Campolungo non è solo un punto di partenza per escursioni, ma un luogo con una storia secolare, intimamente legata alle vicende della Pieve di Campiliola e al sistema difensivo ed economico voluto dalla Gran Contessa Matilde di Canossa.
La Chiesa dei Santi Pietro e Paolo: Il Cuore del Borgo
Il monumento più significativo e il vero cuore pulsante della comunità è senza dubbio la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo. Le sue origini sono antichissime e rappresentano una testimonianza tangibile della presenza umana in questa zona fin dal Medioevo.

- Prime Testimonianze: Le prime notizie ufficiali che abbiamo di questa chiesa risalgono al lontano 1226. È affascinante pensare che già otto secoli fa qui si riunisse una comunità per la preghiera e che questo luogo fosse un punto di riferimento spirituale per i viandanti e i pastori che percorrevano queste terre.
- Dipendenze Medievali: Agli inizi del XIV secolo, precisamente nel 1302 e nel 1318, la chiesa viene citata come dipendente dalla Pieve di Campiliola. Questa pieve era una delle più importanti della montagna reggiana in epoca medievale, e la sua giurisdizione su Campolungo ci dice molto sull'organizzazione ecclesiastica e civile del territorio in quell'epoca, quando il potere religioso e quello temporale erano strettamente intrecciati.
- Trasformazioni Architettoniche: Come molti edifici antichi, anche questa chiesa ha subito numerosi rimaneggiamenti nei secoli. Se in un periodo versava in condizioni precarie, in seguito risultava già fornita di canonica, campanile e campane. Un importante intervento di ricostruzione avvenne nel 1748, quando si decise di riedificare una navata con due cappelle semicircolari. Altri restauri significativi si ebbero nella seconda metà dell'Ottocento.
- La Chiesa Oggi: Dell'edificio originario del Duecento, purtroppo, rimane ben poco. La struttura che costeggia la strada che conduce al borgo di Casale e che possiamo ammirare oggi è il risultato di questi interventi settecenteschi e ottocenteschi e si presenta come un'aula unica con un bel soffitto a cassettoni. L'unico elemento superstite dell'antica costruzione medievale è il portale ad arco situato nel suo recinto, una preziosa testimonianza di pietra che ci collega idealmente con i fedeli e i costruttori di otto secoli fa.

Nel Contesto dei Possedimenti Matildici
Per capire appieno l'importanza strategica di Campolungo, bisogna allargare lo sguardo all'intero territorio. La Pietra di Bismantova, che domina il borgo, era un punto di avvistamento e fortificazione naturale fin dall'epoca romana. Con l'avvento del Medioevo, questa rupe entrò a far parte del complesso sistema di castelli e fortificazioni dei Canossa.
Dalla cima della Pietra si potevano controllare visivamente le fortezze matildiche di Canossa, Rossena, Toano e Carpineti. In questo scacchiere militare e politico, alla fine dell'XI secolo, Matilde di Canossa fece edificare a valle il "Castrum Novum" (l'odierna Castelnovo ne' Monti), che divenne il nuovo fulcro amministrativo e commerciale dell'area. Campolungo, situato proprio ai piedi della Pietra e lungo le vie di collegamento, si trovava quindi in una posizione privilegiata, crocevia tra l'antico insediamento rupestre e il nuovo centro di potere.

Campolungo Oggi: Un Paradiso per Escursionisti e Amanti della Natura
Oggi, per chi come me vive e ama questo territorio, Campolungo è soprattutto un punto di partenza privilegiato per immergersi nella natura incontaminata dell'Appennino Tosco-Emiliano. La sua fama è legata indissolubilmente alla vicinanza con la Pietra di Bismantova.
Il Sentiero per la Pietra: Sulle Tracce di Dante
Da Campolungo parte uno degli itinerari più suggestivi e meno frequentati per salire sulla Pietra. Questo percorso è spesso indicato come "La salita alla Pietra di Bismantova da Campolungo - Sulla tracce di Dante". È un trekking di media difficoltà che regala emozioni uniche.
- Il Percorso: Si lascia il borgo seguendo i segni bianchi e rossi del Sentiero Spallanzani. Il cammino si snoda inizialmente tra grandi prati pascolivi, per poi inerpicarsi sulle pendici orientali della Pietra. Si cammina sotto l'imponente parete rocciosa, fino a raggiungere, dopo una scalinata in pietra, il piazzale antistante l'Eremo. Da qui, una mulattiera aggira lo sperone occidentale e conduce fino all'altopiano sommitale, il "cacume" dantesco, da cui si gode un panorama a 360 gradi che spazia dalle Alpi Apuane al Monviso, dalla pianura Padana alle cime dell'Appennino.
- Un'Esperienza Immersiva: Questo sentiero permette di vivere la Pietra in modo totale, partendo dalla sua base, attraversando i suoi fianchi e raggiungendone infine la cima, proprio come fece Dante Alighieri, che la citò nel IV Canto del Purgatorio come esempio di roccia scoscesa. Per un appassionato di storia e letteratura, camminare qui è come fare un salto indietro nel tempo.

Consigli per una Visita
Se decidi di visitare Campolungo, ecco alcuni suggerimenti da "esperto del territorio":
- Periodo Ideale: La tarda primavera e l'inizio dell'autunno sono i periodi migliori. I colori dei prati e dei boschi sono magnifici e le temperature sono ideali per il trekking.
- Equipaggiamento: Anche se l'escursione non è tecnicamente difficile, è fondamentale indossare scarponcini da trekking e portare con sé acqua e un piccolo snack. Il meteo in montagna può cambiare rapidamente, quindi un antivento o un pile leggero sono sempre consigliati.
- Partenza: Parcheggiate nella piccola piazza di Campolungo e da lì incamminatevi. Prima di partire, prendetevi un momento per osservare la facciata della Chiesa dei Santi Pietro e Paolo e immaginare la sua lunga storia.
