Il borgo di Vologno

Vologno, nel Comune di Castelnovo ne' Monti, è un altro dei piccoli borghi che fanno parte della "cintura" della Pietra di Bismantova

Vologno, una frazione del comune di Castelnovo ne' Monti che, seppur meno conosciuta di altre, custodisce gelosamente un patrimonio storico e paesaggistico di straordinario valore.

Situato a sud-ovest della Pietra di Bismantova, Vologno è un affascinante borgo che si sviluppa sulle pendici argilloso-marnose alla destra del fiume Secchia, offrendo scorci suggestivi e un'atmosfera autentica.

Storia e Origini del Borgo

Le origini di Vologno sono antichissime e si perdono nell'alto Medioevo. La prima testimonianza documentata risale al 980, quando in un diploma dell'imperatore Ottone II viene citata per la prima volta una cappella in questo luogo. Questo dato ci parla di una comunità organizzata già oltre mille anni fa.

Per comprendere appieno l'importanza strategica di Vologno, però, dobbiamo guardare ancora più indietro e allargare lo sguardo al territorio circostante. Ai piedi della Pietra di Bismantova, in località Campo Pianelli, sono state rinvenute tracce di frequentazione umana che risalgono all'Eneolitico (metà del III millennio a.C.) e importanti insediamenti dell'età del Bronzo, con resti di capanne e una necropoli a incinerazione. Il sito fu poi rioccupato da Etruschi e Liguri tra il VI e il IV secolo a.C. Questo dimostra che l'area di Vologno e della Pietra è stata un crocevia di popoli e culture fin dalla preistoria.

In epoca medievale, il territorio entra a far parte dei possedimenti dei Canossa. La stessa Pietra di Bismantova, con il suo "castrum Bismantion", era una fortificazione longobarda già agli inizi del VII secolo, e in seguito divenne parte del sistema difensivo e di controllo della Gran Contessa Matilde. In questo contesto, Vologno si trovava in una posizione ideale per il controllo della valle del Secchia.

La chiesa di Vologno

Il Castello di Vologno

La testimonianza più affascinante di questo passato medievale è rappresentata dai ruderi del Castello di Vologno. Situato su un colle anidritico a 609 metri di altitudine, domina la valle del fiume Secchia. Oggi ne rimangono solo poche tracce, ma era una struttura fortificata con un piccolo borgo annesso, purtroppo quasi completamente distrutto. Passeggiando nei dintorni, l'occhio esperto può ancora cogliere i segni dei tagli e dei ripiani difensivi appositamente realizzati per apprestare il colle a difesa. Immaginare questo castello vivo e operante aiuta a capire l'importanza di Vologno come avamposto militare e punto di controllo delle vie di comunicazione che percorrevano la vallata.

La Chiesa di San Prospero: Un Gioiello Romanico

Il cuore pulsante del borgo è senza dubbio la Chiesa di San Prospero, un edificio di origini antichissime che merita una visita attenta.

  • Origini e Dipendenze: Come per Campolungo, anche la chiesa di Vologno dipendeva anticamente dall'importante Pieve di Campiliola e, in seguito, da quella di Castelnovo. È elencata nelle Decime del 1302 e del 1318, a testimonianza della sua esistenza e del suo ruolo già nel XIV secolo.
  • Evoluzione Architettonica: L'edificio che vediamo oggi è il risultato di profonde trasformazioni avvenute nei secoli. In un periodo era descritta come una struttura a una sola navata con tre altari. Poco prima del 1874, la chiesa subì una radicale trasformazione che ne cambiò l'aspetto.
  • La Stratificazione Storica: L'elemento di maggior pregio e interesse è la sua facciata. Osservando il fianco meridionale, spicca un paramento murario ad "opus quadratum" realizzato con massicci conci di arenaria locale. Si tratta molto probabilmente di ciò che rimane dell'antica chiesa romanica, riutilizzato nella costruzione successiva. È un esempio affascinante di come la storia si legga nelle pietre stesse: la Vologno medievale sopravvive in quella moderna.
  • Dettagli Nascosti: Sull'architrave di una piccola finestra situata sul lato settentrionale è incisa una data: "AMS 1644". Piccoli dettagli come questo raccontano di interventi minori, di devozione popolare e della vita della comunità attraverso i secoli.

La chiesa è orientata con l'abside a occidente, una caratteristica che si ritrova in altri edifici sacri della zona.

vologno: la fontana

Vologno Oggi: Tra Borghi e Sentieri

Oggi Vologno si presenta come una frazione articolata in due nuclei principali: Vologno di Sopra e Vologno di Sotto.

  • Vologno di Sopra: Il borgo superiore è di elevato interesse paesaggistico. Pur non conservando edifici di rilevante pregio architettonico, ha mantenuto intatte le caratteristiche originali dei fabbricati rurali, regalando un'atmosfera autentica e senza tempo.
  • Vologno di Sotto: Il borgo inferiore mostra un impianto urbanistico diverso, con nuclei aggregati articolati da caratteristici sottopassi ad arco abbassato, che creano scorci pittoreschi e suggestivi.

pietra di bismantova da vologno

Un Paradiso per Escursionisti

Per chi, come me, ama camminare, Vologno è un punto di partenza e di passaggio obbligato per alcuni degli itinerari più belli dell'Appennino reggiano.

  • L'Anello Vologno - Pietra di Bismantova: È forse l'escursione più classica. Si parte dal parcheggio vicino al cimitero di Vologno e si seguono i sentieri segnati dal CAI (come il 698C e lo Spallanzani) per raggiungere, attraverso boschi e panorami mozzafiato, la cima della Pietra. È un itinerario ad anello di circa 8-9 km che permette di vivere la montagna a 360 gradi.
  • Al Gir d'la Preda: Questo affascinante itinerario circolare su strada asfaltata e sterrati compie il periplo della Pietra di Bismantova, permettendo di ammirarla da tutte le angolazioni e di attraversare borghi come Carnola, Ginepreto, appunto Vologno, Maro, Casale e Campolungo.
  • La Rete Sentieristica: Vologno è ben collegato con altri percorsi, come il sentiero che da Gatta porta a Vologno Sotto e alle Fonti di Poiano lungo il fiume Secchia, o gli anelli che si addentrano nella zona dei Gessi Triassici e del Monte Merlo.

Un'Energia Particolare

Per gli abitanti del luogo, la Pietra di Bismantova non è solo una montagna. Esiste persino un'espressione dialettale, "al mal d'la Preda" (il male della Pietra), per descrivere una sorta di nostalgia e ossessione che questa rupe esercita su chi vive qui. È un luogo di magia e di fatti soprannaturali nelle leggende popolari, e passeggiare per i sentieri intorno a Vologno, con la Pietra che appare e scompare all'orizzonte, aiuta a capire il perché di questo sentimento.

panoramica di vologno